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Intervista a… Dino Petrone il nostro nuovo HR Director

SoaNews - 14/09/2022

Intervista a… Dino Petrone il nostro nuovo HR Director

Diamo il benvenuto a un nuovo membro della famiglia SOA: Dino Petrone è il nostro nuovo HR Director.
Gli abbiamo chiesto di raccontarci un po’ di lui e del suo percorso professionale per conoscerlo meglio.

Chi è Dino Petrone?
Un professionista che è arrivato gradualmente a ruoli importanti nel mondo delle Risorse Umane ricoprendo posizioni di crescente responsabilità all’interno di grandi aziende del “Sistema Paese” e anche in aziende private di medie e grandi dimensioni.
Questo articolato percorso mi ha concesso il privilegio di crescere e formarmi professionalmente in realtà dove la cultura delle Risorse Umane, intesa come attenzione, ascolto e sensibilità verso le Persone, era già fortemente radicata mentre nel mondo del lavoro si parlava ancora di “Direzione del Personale”: quindi non solo gestione della parte amministrativa ma grande attenzione alla gestione, formazione e sviluppo del Capitale Umano presente in azienda.

Ci racconti il tuo percorso professionale prima di SOA?
Come accennavo prima: lungo e articolato. Ho ricoperto ruoli di sempre maggiore complessità in aziende molto grandi e altre fortemente caratterizzate dal fervore illuminato di imprenditori innamorati del proprio lavoro quasi fosse una vocazione e con una forte attenzione ai bisogni delle persone.
Telecom Italia, Alitalia ed Elica sono state delle “navi scuola” che oltre a formarmi sulle competenze “hard” mi hanno trasmesso anche quelle più
“soft”.
Tutto questo unito a naturali doti di empatia, una forte propensione all’ascolto e ad una “consapevolezza sociale” nel leggere e comprendere il contesto, sono diventati la mia “cassetta degli attrezzi” che mi porto sempre dietro.
Ho sempre cercato di mettere tutto questo bagaglio professionale al servizio del ruolo nelle aziende in cui ho lavorato quando ho deciso di ritornare nella mia terra.
Ognuna di queste esperienze è stata caratterizzata dal forte tratto relazionale stabilito con l’imprenditore e con le persone che facevano parte dell’organizzazione, a tutti i livelli, nessuno escluso.
Negli ultimi anni ho sperimentato un percorso consulenziale collaborando
con aziende di piccole e medie dimensioni che non avevano una struttura di gestione delle Risorse Umane.
In questa veste mi sono occupato di supportare e contribuire alla crescita e allo sviluppo di alcune di loro, ma spesso ho dovuto gestire situazioni di crisi aziendali, rappresentando le aziende nelle sedi istituzionali competenti e  negoziando con le organizzazioni sindacali alla ricerca di una gestione il più possibile indolore degli stati di crisi.
Nel tempo mi sono accorto che questo tipo di attività consulenziale, pur ricco di soddisfazioni, non ti fa mai sentire parte di quella realtà fino in fondo perché prima o poi il progetto finisce e così anche il tuo lavoro: in pratica non vivi fino in fondo l’azienda.
Ed è questo uno dei motivi che mi ha spinto a sposare il progetto SOA.
Progetto che ritengo sicuramente complesso ed articolato per le tematiche che bisognerà affrontare e gestire in un contesto che, pur con alcune incognite, non potrà essere messo in discussione nelle sue radici, ma dovrà essere  accompagnato in un percorso di trasformazione da tutti gli attori in campo (istituzionali e non) perché rappresenta una ricchezza per questo territorio in termini di competenze professionali e di Capitale Umano.

Quali sono i progetti che metteresti in campo nell’immediato?
La percezione che ho avuto “frequentando” l’azienda e le persone in questi primi giorni è di grande attesa mista a qualche preoccupazione.
Credo ci siano situazioni che vadano “disinnescate” perché potenzialmente pericolose per il benessere aziendale.
Bisogna rassicurare le persone, ma prima ancora bisogna parlarci, ascoltarle e capire quali sono i loro problemi, da dove arrivano le preoccupazioni e  soprattutto se quest’ultime siano fondate o semplicemente frutto di informazioni non sempre attendibili.
Per fare questo useremo tutti gli strumenti aziendali a nostra disposizione, ma l’ascolto e lo stare fra la gente dovrà essere necessariamente prioritario rispetto ad altri strumenti. 
Con l’imprenditore sono state condivise le linee guida: equità, trasparenza e meritocrazia dovranno contraddistinguere il nostro operato.
Lo dobbiamo alle persone che sono in azienda perché ci credono e forse
anche un po’ a quelle che sono andate via perché avevano smesso di crederci.
Cercheremo di migliorare l’attuale organizzazione facendoci guidare da un “faro” che, per quanto scontato, spesso non è applicato nel modo giusto: mettere le persone giuste al posto giusto, valorizzandole in modo che diano il massimo.
Per fare questo dovremo essere bravi a:
• attrarre e mantenere collaboratori di valore;
• valorizzare le persone nella loro posizione;
• valutare ogni spostamento e promozione non solo basandoci sul valore creato fino a quel momento, ma su quello potenziale in altri ruoli.
Tutto questo muovendo le leve gestionali ed organizzative a nostra disposizione in un’ottica di massima trasparenza, lavorando come se fossimo in un acquario dove tutti ci vedono.
Parleremo con tutti, con i lavoratori e con i loro rappresentanti, dai quali ci attendiamo un’interlocuzione di livello e che si ponga l’obiettivo di supportare la crescita.
Lo faremo riscrivendo le regole di questa interlocuzione se necessario, affinché abbia il valore e la trasparenza che merita, evitando strumentalizzazioni e interpretazioni personalistiche.
Lo condivideremo e, se necessario, lo pretenderemo per dare stabilità e certezza ad un territorio troppo spesso saccheggiato da predoni di passaggio, piuttosto che valorizzato da un sogno imprenditoriale diventato una ricchezza del territorio come SOA.
Questo “sogno” oggi è una realtà di quasi tremila persone sul quale sono pronto a scommettere con Voi. 

BUON LAVORO!